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I FRATI CAPPUCCINI A LATINA[1]

L'Ordine dei frati Cappuccini si è insediato a Latina nell’anno 1967, una volta terminata la costruzione del convento e della chiesa dei Cappuccini, nella via diventata omonima su richiesta dei frati (che ottennero anche l'intitolazione della strada vicina, l'odierna via S. Francesco). Gli edifici sono stati costruiti con semplicità ed eleganza sul terreno acquistato dalla Provincia Romana dei Cappuccini nella zona Piccarello, per volontà di padre Biagio Terrinoni, allora padre Superiore Provinciale, il quale era legato al territorio delle ex Paludi pontine per avervi vissuto parte della sua fanciullezza, facendo il pastore quando, nei mesi invernali, la sua famiglia vi si trasferiva da Fiuggi con tutti gli armenti. L'accoglienza da parte dei cittadini latinensi è stata calorosa e lo testimonia un appunto scritto da padre Osvaldo sulla Cronaca[2]. Vi si dice che nel luglio dei 1967, subito dopo l'inaugurazione, sono rimasti a custodia dei convento un frate ed uno studente teologo.  Allora "La bontà della gente del luogo li ha profondamente commossi. Hanno fatto a gara nel fornire a questi due buoni confratelli delle cose di cui mancavano e anche di piccole ghiottonerie: uova, marsala, tortellini, pasta all’uovo, verdura, frutta e tante altre piccole cose. C'è stato un vero entusiasmo e si sono registrati dei casi che hanno avuto tutto il sapore e il profumo dei Fioretti come quella famiglia, piuttosto povera anziché no, che ha comperato il primo cocomero della stagione e si è fatto dovere portarne una metà ai frati”[3].

Nonostante le prime soddisfazioni, il noviziato si è presentato subito duro, con tante difficoltà da superare, tanti sacrifici che i frati hanno dovuto affrontare con coraggio. Con Decreto Diocesano dei 16.10.1969 la chiesa edificata è stata elevata a parrocchia di S. Francesco, comprendente le zone dei Piccarello e di S. Fecitola (storpiatura dei nome di S. Felicita, ma ormai di uso comune), alla presenza dei Vescovo Monsignor Arrigo Pintonello, della diocesi di Terracina-Latina, Sezze e Priverno. La parrocchia ha ricevuto il riconoscimento civile con D.P.R. n. 132 dei 16.1.1974, pubblicato su G.U. n. 16 del 6.5.1974. C'era una semplice chiesetta con gli uffici parrocchiali ed il convento, accanto a cui più tardi è stata edificata la grande chiesa attuale. Il terreno che circondava gli edifici allora era spoglio e paludoso, la zona era desolata; i frati lo hanno bonificato, trasformandolo in zona verde attrezzata.

La strada d'ingresso alla chiesa è stata fiancheggiata da alberi piantati da padre Osvaldo che si è occupato anche di allestire un bel giardino sul retro della chiesa, con le piante messe a disposizione dal dott. Gerardo Siciliano ispettore compartimentale dei Corpo Forestale di Latina, su interessamento dell'allora sindaco di Latina prof. Vincenzo Tasciotti e con l'opera dei tecnici dei Comune. 1 fratelli Di Biaggio, costruttori della chiesa e del convento, si sono assunti anche il compito di effettuare i prelievi delle piante dai vari vivai. Simpatica ed efficace la notazione di padre Giuseppe, il quale scriveva nel gennaio 1972 che i sacrifici e il sudore di padre Osvaldo Capogna hanno fatto crescere gli alberi in modo meraviglioso[4].

Dopo il trasferimento fuori Latina di padre Osvaldo, il lavoro di giardinaggio è stato svolto dagli operai comunali, dai vivaisti della Forestale di Fossanova e dagli stessi frati presenti nel convento.

Oggi nello spazio annesso ai fabbricati sono stati costruiti degli impianti sportivi con luoghi di incontro della comunità parrocchiale coi frati, sempre disponibili ad offrire le proprie strutture e i propri servizi di assistenza sociale e spirituale all' intera collettività, in uno spirito di accoglienza e di letizia, indirizzati specialmente verso le categorie di persone più deboli.

A S. Fecitola esisteva fin dal 1953 la chiesetta di S. Maria delle Grazie, costruita dai coloni del luogo, di origine friulana e veneta, a cui nel tempo si sono aggiunti altri abitanti di provenienze diverse. La zona di S. Fecitola è stata annessa alla parrocchia di S. Francesco nel 1969 e la chiesa ha sempre rappresentato un punto di riferimento e un centro di attrazione.

Nel convento i frati dipendevano, secondo il diritto canonico, dal padre Provinciale, mentre come parrocchia facevano capo al Vescovo, come avviene tuttora, secondo le direttive della legge ecclesiastica. La nuova chiesa è stata inaugurata ne11989, alla presenza dei vescovo diocesano mons. Domenico Pecile, di mons. padre Biagio Terrinoni, vescovo di Avezzano e fondatore dei convento dei Cappuccini di Latina, dei padre provinciale Flavio Ubodi, dei sindaco Delio Redi, che ha disposto un aiuto economico per la comunità dei frati di S. Francesco, delle massime autorità locali, dell'architetto e progettista Luigi Maria Mastroianni e dei costruttore Di Biaggio.

I frati che si sono alternati nel convento di S. Francesco sono stati numerosi; fra questi ricordiamo:

PADRE OSVALDO CAPOGNA, primo Superiore della comunità, giunto il 19 agosto 1967 da Civitavecchia e primo Economo Spirituale con funzioni di parroco dal1968 fino al 1973; è stato nominato Cappellano dell'Ospedale civile S. Maria Goretti di Latina nel 1976, dove ancora svolge servizio religioso, coadiuvato da padre Enzo;

PADRE EGIDIO LOI, proveniente da Montefiascone, secondo componente la famiglia religiosa di Latina, incaricato per l'Opera Serafica pro vocazioni, da agosto a novembre 1967, tornato anche in seguito per altri brevi periodi;

PADRE GIUSEPPE LALLE, parroco dal 1970 al 1991, trasferito a Rieti nel 1994, morto a Roma nel 2007. È stato per lunghi anni assistente GI.FRA (Gioventù Francescana).Il suo carattere benevolo ed ottimista, la sua dedizione assoluta verso il prossimo ne hanno sempre fatto un benemerito della parrocchia, un beniamino della comunità, di cui ha saputo conquistare affetto e stima e che l'ha spesso definito "un sant'uomo". Padre Bernardino ha scritto di lui il 7 1uglio 1994 che "il gran bene che padre Giuseppe ha operato durante la sua lunga permanenza in questa casa è scritto nella Chiesa, nella Comunità dei fedeli. Questa è cresciuta nella fede e nell'amore con la spirito squisitamente francescano. È scritto poi nella nuova chiesa da lui voluta e seguita nelle varie fasi della costruzione. Ma è scritto principalmente nel Cuore di Dio, a cui vada tutto l'amore e la gloria"[5];

PADRE VIRGILIO SARROCCO da Ciciliano, presente a Latina da novembre 1967 a novembre 1968;

PADRE ITALO VITIELLO, aiuto Superiore dal 1973, poi Superiore, Viceparroco, assistente GI.FRA nel 1991, quindi Economo, morto a Latina nel 2008. Si è occupato in particolare della comunità di S. Fecitola, dove ha saputo stimolare l'unità, la crescita spirituale e sociale dei parrocchiani. Era dotato di una bella voce baritonale e si è distinto per il suo multiforme ingegno: la sua forte passione musicale lo ha portato a comporre brani corali, a fondare e dirigere il bel coro parrocchiale "Francesco d'Assisi" e a dirigere anche il prestigioso coro dei "Fogolar Furlan" di Latina, le cui esibizioni sono state trasmesse da televisioni locali e dalla televisione nazionale. È stato molto attivo nell' organizzare campeggi per i giovani parrocchiani e per i Boy Scouts, gite e viaggi di pellegrinaggio. Appassionato di teatro, ha allestito numerose recite su temi religiosi e sociali, svolte dai suoi allievi della scuola e dai giovani della parrocchia. Padre Italo ha inoltre ideato e progettato il monumento ai pionieri della bonifica della zona, sorto presso la chiesa di Santa Fecitola;

PADRE VINCENZO ACQUISTO, addetto alla parrocchia dal 1979 al 1985, si è distinto nella scultura artistica, costruendo fra l'altro una statua di S. Francesco alta più di quattro metri, una grande croce stile bizantino con crocifisso, che sovrasta l'altare maggiore, e le statue di un bel presepio allestito in chiesa e visitato da numerosi cittadini, oltre che da parrocchiani; un servizio televisivo di Telelazio ha diffuso le immagini dei presepio;

PADRE BERNARDINO ERCOLANI, addetto alla parrocchia, dal 1985 al 1994;

PADRE ENZO SAVONE, Superiore e Viceparroco, animatore della comunità e Aiuto-Cappellano dal 1996 al 2007; Dal 2010 Collaboratore parrocchiale, Cappellano Ospedale Civile.

PADRE ALDO CESARINI, parroco dal 1994 al 2007 e responsabile diocesano della Pastorale della sanità nelle diocesi di Latina-Terracina, Sezze, Priverno;

PADRE ELEUTERIO RICCI, parroco dal 2007, corresponsabile provinciale per Cultura e beni culturali;

PADRE CLAUDIO LOPEZ, Viceparroco, Aiuto-Cappellano, Superiore dal 2007 a luglio 2009;

P. PIETRO GRAZIANI, Collaboratore parrocchiale, Cappellano Ospedale Civile.

PADRE TEWELDE (detto Tolde) Tzeggai, proveniente dall'Eritrea Cappellano Ospedale Civile dal 2008 al 2010;

PADRE GIOVANNI FERRI, già ministro provinciale, Parroco e superiore dal 2010 a tutt’oggi;

PADRE GIROLAMO DI ROSA, dal 2010 Viceparroco fino ad oggi.

Il servizio religioso dei Cappuccini a Latina è stato svolto non solo per i parrocchiani ma anche per enti religiosi e laici; padre Osvaldo ad esempio l'ha offerto ai Vigili Urbani, al Corpo delle Guardie Forestali e ai Vigili del Fuoco. Alcuni frati si sono dedicati inoltre all' insegnamento: padre Osvaldo alla scuola media statale "A. Aleardi", padre Virgilio nella medesima scuola, padre Giuseppe all'Istituto Magistrale delle suore dei Preziosissimo Sangue, padre Italo alla scuola media statale "A. Aleardi", poi alla" A. Volta", quindi alla "G. Cena", infine al liceo scientifico "E. Majorana" di Latina.

Fino dai primi anni si è sviluppato un armonioso e costruttivo contatto col clero locale e la collaborazione è stata prestata dai frati abitualmente a Borgo Carso, Borgo Faiti, Borgo Sabotino e, saltuariamente, al Borgo S. Michele, al Borgo Grappa e alla parrocchia di S. Maria Goretti. Per alcuni anni i frati hanno accettato di ospitare nei locali della parrocchia una sezione di scuola materna comunale, al fine di favorire la vita dei parrocchiani e dei concittadini, venendo così incontro anche alle loro necessità materiali. 

Numerosi sono stati sempre i matrimoni, i battesimi, le prime comunioni ed altri riti celebrati nella chiesa dei Cappuccini, da persone anche non della parrocchia, che l'hanno scelta per la bellezza e la suggestività del tempio e dell'ambiente circostante, ma anche attirate dalla simpatia, dalla disponibilità e dall' apertura mentale dimostrata da quasi tutti i frati. La chiesa ed i locali adiacenti sono stati offerti spesso ad enti e associazioni che ne hanno fatto richiesta, per svolgervi incontri e riunioni.

I Cappuccini hanno saputo suscitare nei parrocchiani lo spirito di aggregazione, incoraggiando la formazione di diversi gruppi molto attivi, come la GI.FRA (Gioventù Francescana), l'Azione Cattolica, i Boy Scouts, i gruppi di preghiera di padre Pio, il gruppo Caritas, quello dei catechisti, quello del "Telefono amico" aperto a tutta la città, il Gruppo Biblico, quello del "Rosario perpetuo", il laboratorio "Ora et labora", il coro parrocchiale, 1'O.F.S. (Ordine Francescano Secolare) e altri.

I frati hanno operato per una crescita sociale, oltre che spirituale, dei parrocchiani, promuovendone la socializzazione ed accrescendone il senso civico.

Padre Osvaldo ad esempio ha favorito il sorgere del Comitato Spontaneo di Quartiere Piccarello, primo a nascere nella città, offrendo i locali parrocchiali per le prime riunioni; scopo del Comitato era quello di prendere coscienza dei problemi cittadini, cercarne la soluzione in maniera democratica e partecipata e contemporaneamente stimolare il Comune di Latina ad istituire i Comitati di quartiere, confluiti in quelli che ora si chiamano Circoscrizionali.

Le annotazioni sulla Cronaca del Convento dei progressi registrati dai frati nella frequenza dei fedeli, sono un esempio toccante della vitalità che fin dall'inizio la presenza dei Cappuccini a Latina ha dimostrato e della forte attrazione che ha saputo suscitare. Padre Osvaldo scriveva un mese dopo l'insediamento avvenuto nel 1967 che "già si comincia a notare un aumento del numero dei fedeli e, quella che più interessa, le Sante Comunioni si sono moltiplicate in rapporta alle precedenti giornate festive. Se riusciamo a vivere e a far vivere la vita eucaristica, il successo al nostro lavoro sarà senz'altro assicurato, Noi abbiamo tanta fiducia e che il Signore ci conceda la sua grazia"[6].

L'apertura mentale alle novità, la flessibilità e l'amore dei Cappuccini per il prossimo si esprimevano anche quando i frati annunciavano di aver ricevuto la visita dei "fratelli ladri", i quali spesso purtroppo li avevano derubati, dei "fratelli vandali" e dei "fratelli satanisti" che li avevano danneggiati.

Grande lungimiranza ha dimostrato padre Giuseppe, quando ha organizzato delle concelebrazioni insieme a gruppi religiosi diversi, come i Pentecostali, quelli della Chiesa Avventizia, quelli della Comunità Unificazionista, con incontri interconfessionali di preghiera per l'unità della Chiesa, alla ricerca di ciò che ci unisce e ci affratella. Sempre con spirito di fratellanza è stata data a volte ospitalità a famiglie sfrattate nei locali dei convento, con la solidarietà di alcuni parrocchiani.

I Cappuccini hanno trovato a volte degli ostacoli in questa terra definita di missione, difficoltà di ordine economico e organizzativo, specialmente nei momenti iniziali, ma con spirito di sacrificio i frati sono riusciti a superarli, sorretti dall’affetto e dalla simpatia della popolazione. Dopo oltre 41 anni della presenza dei Cappuccini a Latina, si può affermare che il loro servizio religioso e umano ha rappresentato un lievito, di cui tutta la città si è arricchita e per primi i loro parrocchiani, crescendo nello spirito religioso, ma anche in quello civico, nella tensione verso una democrazia partecipata e consapevole, intrisa di spirito cristiano.

Questo risultato è in linea con quanto il Comitato Esecutivo Internazionale dei Cappuccini per la Formazione e gli Studi ha messo a punto nei contenuti e nel programma deI XII Consiglio Internazionale, indetto a Murcia in Spagna dal 24 novembre al 4 dicembre 2008. "Il frate dei futuro - vi si dice - dovrà essere centrata sull’essenziale della ricerca di Dio nel contesto vivo della storia e dell'ambiente, insieme ai fratelli, per vivere e annunciare il Vangelo. Questo fine non si realizza senza la capacità di parlare con e al mondo. La studio è fondamentale per sviluppare questa attitudine. ln molti contesti armai bisogna educare una sensibilità multiculturale, che domanda più apertura al mondo, alla cultura, insieme ad un'intelligenza sociale e politica".

CRISTINA ROSSETTl

 
 

[1]Questo saggio della Rossetti, accurato e prezioso, è stato pubblicato in "Annali di Storia del Lazio Meridionale", anno VIII, n. 2, dicembre 2008, ed. Odisseo, Itri (LT), pp. 81-86.

[2]La Cronaca è un volume manoscritto, dove frati hanno l'abitudine di fissare la memoria dei fatti accaduti, degli avvenimenti vissuti, dei sentimenti provati. Rappresenta una preziosa fonte di notizie storiche ed è conservato nell'archivio dei convento dei Cappuccini di Latina, che chiameremo A.C.C.L. (Archivio del Convento dei Cappuccini di Latina).

[3] A.C.C.L. Cronaca, p. 3.

[4] A.C.C.L. Cronaca, p. 67.

[5] A.C.C.L. Cronaca, p. 197.

[6]  A.C.C.L. Cronaca, p. 6.

  

 

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